Affrontare il tema della “terapia di conversione” – in cui i giovani queer sono essenzialmente spediti nei campi di rieducazione è una scelta complicata per un regista. Sarebbe così facile scivolare  in una spirale di rabbia liberatoria contro questa pratica aberrante, che potrebbe portare una grande azione e violenza sullo schermo, ma poco in termini di sfumature o tensione drammatica. Boy Erased sembra superare questo scoglio perché si presenta come un racconto intimo. La domanda del regista probabilmente è stata cosa mostrare e cosa non mostrare ed Edgerton si muove su questo confine con una certa grazia e sensibilità

Basato sul libro di memorie di Garrard Conley, “Boy Erased” racconta la storia del figlio diciannovenne di un predicatore battista (Crowe). l’amicizia con un suo compagno di classe lo mette in crisi, e soprattutto lo mette di fronte alla scelta di suo padre di sottostare alla terapia o abbandonare definitivamente la propria casa.

La storia si dipana sul postulato fondamentale che essere gay è sbagliato agli occhi di Dio e che il presunto creatore mette alla prova i genitori di questi ragazzi per impegnarsi a riparare l’errore

Nel film Garrard è Jared e viene interpretato splendidamente da Lucas Hedges. Jared in principio è combattuto, crede alla priopria famiglia  e accetta la terapia di conversione, credendo di poter cambiare.

Inizia un percorso assurdo in cui Jared confrontandosi con i metodi assurdi e superficiali adottati dal sistema comincia a conoscersi profondamente  e comprendere gli errori dei genitori

Lungo la strada, Jared ha la fortuna di incontrare persone che lo aiutano a vedere che non c’è niente di sbagliato in lui. Un medico (Cherry Jones) offre una guida saggia, e un artista gay (Théodore Pellerin) gli mostra che possono passare la notte insieme tenendosi per mano senza che accada nulla di sessualmente coinvolgente

Alla fine, Jared vede che non è più in grado di vivere la bugia – non con i cosiddetti terapeuti, nemmeno con la sua stessa famiglia. Così  Come uno degli altri ragazzi gli dice, “devi essere pronto a lasciare tutto e tutti indietro.”

Alla fine, è la madre di Jared  (Nicole Kidman) che subisce la conversione. “Amo Dio. Dio mi ama, ma io amo mio figlio “, dice. Una progressione logica tanto semplice quanto basta per espandere la sua consapevolezza e accettazione.

La recitazione è misurata e profonda a tal punto che il film ne acquista in spessore di più che per la fotografia o il montaggio non particolarmente appariscenti

Questo è un film che dovrebbe essere visto nelle scuole. E ‘sconfortante sentir dire di quanti bambini ancora oggi siano vittime di bullismo perchè gay e spinti al suicidio. Questo film potrebbe essere un punto di riferimento per gli adolescenti, per dar loro uno spiraglio di speranza

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