Garden Misnake di Patrizia Genovesi

Garden Misnake di Patrizia Genovesi

26 Ottobre 2019 News Photography 0

Garden Misnake è una mostra fotografica che racconta attraverso il rapporto tra Eva ed il serpente, il viaggio di conoscenza ed esperienza dell’uomo del bene e del male.

Fino al 15 novembre presso l’Open Studio in via villa Belardi 18 a Garbatella si tiene la mostra delle fotografa e video artist Patrizia Genovesi  (anche nostra docente alla Libera Università del Cinema) dal titolo Garden Misnake.

Il titolo gioca sull’equivoco come in qualche modo il tema della mostra.

Miss – snake rappresenta Eva che incontra il serpente nel giardino dell’Eden, ma richiama anche il termine “mistake” errore in inglese.

Vuole sottolineare non tanto il senso del peccato, conseguenza dell’accettazione della mela, quanto l’errore primordiale che ha compiuto l’uomo ignorando le conseguenze della conoscenza.

Patrizia Genovesi ci permette di compiere un viaggio di consapevolezza e lo fa con un percorso che mostra Eva in quanto essere non solo femminile ma originario, nel suo rapporto con  il serpente  prima e poi con la propria esperienza di conoscenza.

Non si tratta di un viaggio escatologico, ma certamente gnoseologico.

L’esposizione è composta come una sorta di abbraccio, al centro si trovano le fotografie di Eva nell’Eden nella sua relazione con il serpente e il possesso della mela.

Eva accettando la mela non accetta di per sé il bene ed il male, ma cade nel tranello di pensare che la conoscenza sia distaccata dall’esperienza.

Mordendo la mela Eva ne acquisisce il potere dell’esperienza del bene e del male, il potere della materia.

Le fotografie

Le fotografie rappresentano uno spazio silenzioso, gelido, bloccato nel tempo. come se prima e dopo questa esperienza fosse stato lo spazio ed il tempo della sospensione, dell’immutabilità e della infinita possibilità.

Queste fotografie, hanno dei formati più ampi in orizzontale come a volerci raccontare lo stesso sguardo di Eva dal suo interno, come si direbbe nel cinema in soggettiva.

Eva però è padrona della situazione, dialoga con il serpente, ne sostiene lo sguardo e si fonde con esso, si fa simbolo stesso dell’umanità che accoglie nel profondo l’esperienza del bene e del male e na fa pratica quotidiana di vita e per l’anima.

Si tratta di una mostra affascinante.

Bellissime le immagini di Eva, giovane donna che sfida il serpente e lo spettatore guardandolo negli occhi.

Emozionante anche il contrasto tra il gelido ambiente delle sospensione e il rigoglioso e vitale Eden, rappresentato anche in un video con le musiche della stessa autrice.

Si tratta di un viaggio assolutamente da compiere, per riflettere sulla nostra natura ed accendere una lanterna che illumini meglio il nostro animo.

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